Le imprese agricole possono beneficiare di un nuovo credito d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti agricoli effettuato nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
La misura è stata introdotta per sostenere il comparto agricolo a fronte dell’aumento dei costi delle materie prime e, in particolare, dei fertilizzanti, il cui prezzo è stato influenzato dal perdurare delle tensioni internazionali.
Il beneficio consiste in un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, fino al 30% della spesa sostenuta, al netto dell’IVA, nel limite massimo complessivo di 40 milioni di euro per il 2026.
La norma di riferimento
Il credito d’imposta sui fertilizzanti è stato inizialmente previsto dal DL 22 maggio 2026 n. 89, entrato in vigore il 23 maggio 2026. Successivamente, la L. 25 giugno 2026 n. 113, nel convertire il DL 30 aprile 2026 n. 63, ha abrogato il DL 89/2026, facendo però salvi gli effetti prodotti e i rapporti giuridici sorti sulla base dello stesso decreto.
La disciplina è oggi contenuta nell’art. 1-ter inserito in sede di conversione, che riconosce alle imprese agricole un credito d’imposta per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Chi può beneficiare del credito
Il credito è destinato alle imprese agricole che hanno sostenuto costi per l’acquisto di fertilizzanti agricoli.
La misura non riguarda indistintamente tutti i soggetti che acquistano fertilizzanti, ma è rivolta alle imprese agricole che sostengono tali costi nell’ambito della propria attività produttiva.
In attesa del decreto attuativo, sarà importante capire come verrà definito esattamente il termine “fertilizzante”, perché la norma utilizza una formulazione ampia e rinvia alle successive disposizioni ministeriali per i dettagli applicativi. Confagricoltura segnala infatti che il decreto attuativo dovrà chiarire anche cosa si intenda concretamente per “fertilizzante”.
Esempio
Totale spesa fertilizzanti Marzo - Maggio al netto IVA = € 5.000
Il credito teorico massimo sarebbe:
€ 5.000 × 30% = € 1.500
Tuttavia, la norma parla di credito “fino al 30%” e prevede un limite complessivo di spesa pari a 40 milioni di euro per il 2026. Questo significa che la percentuale effettiva potrebbe essere ridotta se le richieste complessive dovessero superare le risorse disponibili. Confagricoltura ha evidenziato che la misura percentuale potrà essere determinata a posteriori sulla base delle domande presentate e dello stanziamento disponibile.
Come si utilizza il credito
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997, entro il 31 dicembre 2026. Una volta riconosciuto, il credito potrà essere utilizzato per compensare debiti fiscali e contributivi, come ad esempio IVA, ritenute, contributi previdenziali o altre imposte pagabili tramite F24.
La norma prevede inoltre che al credito non si applichino alcuni limiti ordinari di compensazione previsti per altri crediti d’imposta.
Trattamento fiscale
Il credito d’imposta fertilizzanti presenta un trattamento fiscale favorevole.
In particolare:
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non concorre alla formazione del reddito d’impresa;
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non concorre alla base imponibile IRAP;
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non rileva ai fini dei rapporti di deducibilità previsti dagli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR;
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è cumulabile con altre agevolazioni relative agli stessi costi, purché il cumulo non superi il costo sostenuto.
Attenzione agli aiuti di Stato
Il credito d’imposta fertilizzanti è concesso nel rispetto del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026, identificato dalla comunicazione C/2026/2593.
Questo aspetto è importante perché l’impresa dovrà verificare anche eventuali altri aiuti ricevuti, soprattutto se riferiti agli stessi costi o allo stesso periodo.
Attenzione: mancano ancora le regole operative
Alla data di aggiornamento del presente articolo, la norma prevede il beneficio, ma l’effettivo utilizzo richiede le disposizioni attuative e operative.
La stessa norma demanda a un decreto del Ministero dell’Agricoltura, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la definizione dei criteri e delle modalità attuative.
Pertanto, in questa fase, la cosa più importante per le imprese agricole è preparare correttamente la documentazione, in modo da essere pronte quando saranno pubblicate le istruzioni operative.
Differenza rispetto al credito carburante agricolo
Il credito d’imposta fertilizzanti non va confuso con il credito d’imposta per gasolio e benzina agricoli.
Le due misure sono collegate al sostegno del comparto agricolo, ma hanno oggetti diversi:
Entrambe le misure sono utilizzabili in compensazione tramite F24 entro il 31 dicembre 2026, ma richiedono verifiche documentali distinte.
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