Il Concordato Preventivo Biennale consente a imprese e professionisti di conoscere anticipatamente il reddito sul quale saranno calcolate le imposte.
Chi aderisce non concorda con il Fisco il proprio fatturato, né l’utile che dovrà necessariamente conseguire. Accetta, invece, una proposta di reddito fiscale concordato, valida per i periodi d’imposta interessati.
La principale particolarità è che, salvo specifiche eccezioni, le imposte sui redditi vengono calcolate sul reddito concordato, opportunamente rettificato, e non sul reddito effettivamente prodotto.
Vediamo come funziona e come il concordato viene gestito nella dichiarazione dei redditi relativa al 2025.
Cos’è il Concordato Preventivo Biennale?
Il Concordato Preventivo Biennale, abbreviato in CPB, è un accordo tra il contribuente e l’Amministrazione finanziaria.
L’Agenzia delle Entrate elabora una proposta di reddito sulla base dei redditi conseguiti nel 2024.
Il contribuente può scegliere se accettare o rifiutare la proposta.
Se la proposta viene accettata, il reddito individuato dall’Agenzia diventa, in linea generale, la base di riferimento per calcolare le imposte durante il periodo concordato.
Chi può aderire?
Per il Concordato Preventivo Biennale 2025-2026 la disciplina riguarda, in particolare, i contribuenti che:
- esercitano attività d’impresa;
- esercitano arti o professioni;
- applicano gli Indici sintetici di affidabilità fiscale, gli ISA;
- non presentano cause di esclusione, cessazione o decadenza previste dalla normativa.
Il regime deve essere valutato con attenzione in presenza di:
- debiti tributari o contributivi;
- dichiarazioni omesse;
- operazioni straordinarie;
- modifiche rilevanti dell’attività;
- ingresso o uscita di soci;
- conferimenti, fusioni, scissioni o trasformazioni;
- variazioni sostanziali del codice attività;
- superamento delle soglie previste dalla legge.
Dal ciclo 2025-2026 il CPB non è più previsto per i contribuenti in regime forfettario, a seguito dell’abrogazione della relativa disciplina operata dal decreto correttivo del 2025.
Che cosa viene concordato?
Il contribuente concorda:
- il reddito d’impresa, se svolge un’attività imprenditoriale;
- il reddito di lavoro autonomo, se esercita un’arte o una professione;
- il valore della produzione netta ai fini IRAP, quando l’imposta è dovuta.
Non viene invece concordata l’IVA.
Questo significa che, anche durante il concordato:
- l’IVA continua a essere calcolata sulle operazioni effettivamente effettuate;
- le liquidazioni periodiche devono essere predisposte normalmente;
- la dichiarazione IVA continua a rappresentare le operazioni realmente registrate;
- fatture e corrispettivi devono essere dichiarati integralmente.
Il CPB incide principalmente sulla determinazione delle imposte dirette e, nei casi previsti, dell’IRAP e dei contributi previdenziali.
I tre redditi da non confondere
Per comprendere il funzionamento del concordato occorre distinguere tre importi:
| Tipologia | Spiegazione |
|---|---|
| Reddito effettivo | È il risultato che emerge dalla contabilità dell’anno. Si determina normalmente considerando: ricavi o compensi; costi deducibili; ammortamenti; costo del personale; interessi; variazioni fiscali; componenti positivi e negativi di reddito. Il reddito effettivo deve essere comunque calcolato, anche quando il contribuente ha aderito al CPB. |
| Reddito concordato | È il reddito proposto dall’Agenzia delle Entrate e accettato dal contribuente. Costituisce il punto di partenza per determinare la base imponibile del periodo concordato. |
| Reddito concordato rettificato | Il reddito concordato non sempre coincide con il reddito finale da dichiarare. Alcune componenti devono essere aggiunte o sottratte separatamente perché non sono comprese nella proposta. Tra queste possono rientrare: plusvalenze; minusvalenze; sopravvenienze attive; sopravvenienze passive; determinate perdite su crediti; redditi o perdite derivanti da partecipazioni; altre componenti espressamente individuate dalla normativa. Il reddito fiscale finale sarà quindi determinato partendo dal reddito concordato e applicando le rettifiche previste. |
Esempi
Come si compila la dichiarazione dei redditi?
Per il periodo d’imposta 2025, il CPB trova rappresentazione nel modello Redditi 2026. Le modalità operative variano in base al soggetto:
- persona fisica;
- società di persone;
- società di capitali;
- ente non commerciale.
Nel modello Redditi Persone Fisiche 2026 è previsto il quadro CP, dedicato al Concordato Preventivo Biennale.
La compilazione può essere ricostruita attraverso cinque passaggi.
Passaggio 1: determinare il reddito effettivo
Prima di applicare il concordato bisogna chiudere normalmente la contabilità dell’anno.
L’impresa o il professionista deve determinare il reddito effettivo compilando il proprio quadro di riferimento.
A seconda del regime e dell’attività esercitata, possono essere interessati:
- quadro RF per le imprese in contabilità ordinaria;
- quadro RG per le imprese in contabilità semplificata;
- quadro RE per i lavoratori autonomi;
- quadro RD per determinate attività agricole;
- ulteriori quadri previsti dal modello dichiarativo.
Il reddito effettivo continua quindi a essere determinato secondo le regole ordinarie.
Il concordato interviene successivamente per individuare il reddito da assoggettare a tassazione.
Passaggio 2: individuare il reddito concordato
Occorre recuperare dalla proposta accettata:
- il reddito concordato per il 2025;
- l’eventuale valore della produzione concordato;
- il reddito del periodo precedente rilevante ai fini dell’imposta sostitutiva;
- l’aliquota sostitutiva applicabile;
- gli eventuali dati relativi a partecipazioni o imputazioni per trasparenza.
Il reddito concordato non deve essere ricostruito liberamente in dichiarazione.
Deve corrispondere a quello risultante dall’adesione validamente trasmessa.
Passaggio 3: calcolare le rettifiche
Al reddito concordato devono essere applicate le variazioni relative alle componenti non comprese nella proposta.
Uno schema semplificato è il seguente:
Reddito concordato: € 50.000
Più: plusvalenze e sopravvenienze rilevanti: € 8.000
Meno: minusvalenze e sopravvenienze passive: € 3.000
Meno: eventuali perdite utilizzabili: € 0
Reddito CPB rettificato: € 55.000
È questo il reddito da prendere in considerazione per la tassazione, ferme restando le ulteriori regole previste per perdite, partecipazioni e reddito minimo.
Passaggio 4: compilare il quadro CP
Nel quadro CP vengono riportati gli elementi necessari per determinare:
- il reddito concordato;
- le rettifiche previste dalla normativa;
- il reddito imponibile risultante dal concordato;
- l’eventuale quota assoggettata a imposta sostitutiva;
- l’imposta sostitutiva dovuta;
- gli eventuali dati da attribuire ai soci, collaboratori o partecipanti.
Il quadro CP non sostituisce completamente i quadri ordinari di determinazione del reddito.
Serve a raccordare:
- il risultato effettivo dell’attività;
- il reddito concordato;
- le componenti da tassare separatamente;
- la base imponibile ordinaria;
- l’eventuale imposta sostitutiva.
Passaggio 5: riportare il reddito nella liquidazione delle imposte
Terminata la compilazione del quadro CP, il reddito soggetto a tassazione ordinaria confluisce nei quadri di riepilogo e liquidazione.
Per una persona fisica, la tassazione ordinaria viene poi determinata nel quadro RN, tenendo conto di:
- altri redditi;
- contributi previdenziali deducibili;
- oneri deducibili;
- detrazioni;
- crediti d’imposta;
- ritenute;
- acconti già versati;
- addizionali regionale e comunale.
L’eventuale imposta sostitutiva sul reddito incrementale viene invece calcolata separatamente.
Come funziona l’imposta sostitutiva?
Il contribuente che aderisce al CPB può scegliere di assoggettare a imposta sostitutiva la differenza positiva tra:
- il reddito concordato;
- il corrispondente reddito del periodo precedente, rettificato secondo le regole del concordato.
L’imposta sostitutiva non viene quindi calcolata:
- sull’intero reddito concordato;
- sull’intero reddito effettivo;
- sulla differenza tra reddito effettivo e reddito concordato.
La formula è:
Reddito concordato − reddito precedente rettificato
Aliquote dell’imposta sostitutiva
L’aliquota dipende dal punteggio ISA del periodo precedente:
- Punteggio ISA: AliquotaPari o superiore a 8 = 10%
- Pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 = 12%
- Inferiore a 6= 15%
L’imposta sostitutiva assorbe, sulla quota interessata, l’IRPEF o l’IRES e le relative addizionali nei termini previsti dalla disciplina.
Il limite di € 85.000
Per le adesioni al CPB 2025-2026 soggette alla disciplina entrata in vigore il 13 giugno 2025, le aliquote agevolate del 10%, 12% e 15% si applicano fino a una differenza incrementale massima di € 85.000.
Sulla parte eccedente si applica:
- il 43% per i soggetti IRPEF;
- il 24% per i soggetti IRES.
Esempio
- Reddito precedente rettificato: € 20.000
- Reddito concordato: € 120.000
- Differenza positiva: € 100.000
- Aliquota ISA ordinariamente applicabile: 15%
- La parte fino a € 85.000 viene tassata al 15%:
€ 85.000 × 15% = € 12.750
- La parte eccedente è:
€ 100.000 − € 85.000 = € 15.000
- Per una persona fisica:
€ 15.000 × 43% = € 6.450
- Imposta sostitutiva complessiva:
€ 12.750 + € 6.450 = € 19.200
La soglia di € 85.000 si riferisce alla differenza tra reddito concordato e reddito precedente rettificato, non alla differenza tra reddito effettivo e reddito concordato.
Come si trattano le perdite fiscali?
Le perdite fiscali devono essere verificate separatamente.
Occorre distinguere:
- perdite prodotte prima del concordato;
- perdite derivanti da partecipazioni;
- perdite generate durante il periodo concordato;
- limiti e modalità di utilizzo previsti dal TUIR;
- reddito minimo che deve comunque risultare dopo le rettifiche.
Non è quindi corretto sottrarre automaticamente tutte le perdite disponibili dal reddito concordato.
Bisogna verificare:
- l’anno di formazione;
- la natura della perdita;
- il regime contabile;
- la percentuale utilizzabile;
- il limite minimo previsto dalla disciplina CPB.
CPB e imprese individuali: è dovuta l’IRAP?
Le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni sono escluse dall’IRAP a partire dal periodo d’imposta 2022.
Per un’impresa individuale, pertanto, il concordato riguarda normalmente:
- il reddito d’impresa ai fini IRPEF;
- l’eventuale imposta sostitutiva;
- i contributi previdenziali.
Non deve essere determinato un valore della produzione concordato ai fini IRAP quando il contribuente non è soggetto all’imposta.
La situazione è diversa per:
- società di persone;
- società di capitali;
- altri soggetti ancora tenuti all’IRAP.
Come funzionano i contributi previdenziali?
In linea generale, durante il CPB gli eventuali maggiori o minori redditi effettivi rispetto a quello concordato non modificano automaticamente la base dei contributi previdenziali obbligatori.
Il contribuente può però scegliere, nei casi previsti, di calcolare i contributi sul reddito effettivo quando questo è superiore.
La dichiarazione deve quindi essere coordinata con:
- quadro RR;
- Gestione artigiani e commercianti;
- Gestione separata;
- eventuale Cassa professionale;
- contributi fissi già versati;
- contributi sul reddito eccedente il minimale;
- eventuali collaboratori familiari.
Il reddito rilevante ai fini previdenziali non deve essere determinato isolatamente, ma raccordato con il reddito concordato e con le relative rettifiche.
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative. Le modalità di compilazione devono essere verificate sulla base del modello dichiarativo applicabile, della forma giuridica, del regime contabile e della situazione specifica del contribuente.
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