Tipologie di società in Italia: guida 2026 a ditta individuale, SNC, SAS, SRL, SPA, cooperative e consorzi

Pubblicato il 12 gennaio 2026 alle ore 18:34
Tipologie di società in Italia: quali sono e quale scegliere

Tipologie di società in Italia

Quando si apre un’attività, la scelta della forma giuridica non è solo burocrazia: decide chi risponde dei debiti, quante regole servono per gestire l’impresa e quanto è facile far entrare o uscire soci e investitori. La chiave per orientarsi è distinguere tra società di persone e società di capitali: nelle prime conta molto la “persona” del socio, nelle seconde conta soprattutto il patrimonio e l’organizzazione della società. Il Codice civile inquadra la società come un accordo tra più soggetti che conferiscono beni o servizi per svolgere un’attività economica e dividersi gli utili.

Ditta individuale: la scelta più semplice (ma non è una società)

Prima delle società, c’è la ditta individuale, spesso scelta quando si parte da soli e si vuole massima snellezza. È veloce da avviare e facile da gestire, ma va capita bene sul piano del rischio: non esiste una separazione netta tra impresa e persona come nelle società di capitali. È una soluzione adatta quando il business è semplice e il rischio contrattuale è contenuto; diventa più delicata se entrano in gioco dipendenti, investimenti, leasing, contenziosi o contratti rilevanti.

Società di persone: SS, SNC e SAS (semplici, ma attenzione alla responsabilità)

Le società di persone funzionano bene quando i soci sono pochi, si conoscono e gestiscono direttamente l’attività. La società semplice (SS) è la forma più essenziale e, in genere, si lega ad attività non commerciali o a specifiche gestioni; per molte imprese “classiche” commerciali si tende a preferire altri tipi. La società in nome collettivo (SNC) è il modello tipico di piccole attività con più soci operativi: il punto decisivo è che i soci, di regola, rispondono solidalmente e illimitatamente per i debiti della società e gli accordi interni che riducono la responsabilità non proteggono verso i terzi. La società in accomandita semplice (SAS) invece è utile quando vuoi distinguere tra chi gestisce e chi investe: gli accomandatari rispondono in modo pieno (illimitatamente e solidalmente), mentre gli accomandanti rispondono nei limiti della quota conferita.

Società di capitali: SRL, SRLS e SPA (più struttura, più tutela)

Nelle società di capitali l’impresa è più “separata” dalle persone: in via generale risponde la società con il proprio patrimonio. La SRL è spesso la forma più scelta dalle PMI perché bilancia tutela e praticità: il Codice prevede che per le obbligazioni sociali risponde soltanto la società con il suo patrimonio. Sul capitale, la regola standard è 10.000 euro, ma può essere anche inferiore fino ad almeno 1 euro; in tal caso scattano regole specifiche (conferimenti in denaro versati integralmente e accantonamenti a riserva fino al raggiungimento di 10.000 euro). La SRLS è una SRL “standardizzata”, pensata per partire con uno schema più rigido: capitale almeno 1 euro e inferiore a 10.000, interamente versato in denaro alla costituzione. La SPA è più adatta a progetti grandi o che vogliono crescere in modo strutturato: anche qui risponde solo la società, ma la governance è più articolata e il capitale minimo è 50.000 euro.

Cooperative e consorzi: forme “diverse” per obiettivi diversi

Le cooperative hanno scopo mutualistico: non nascono solo per distribuire utili, ma per creare vantaggi ai soci (lavoro, servizi, condizioni economiche migliori) e sono società a capitale variabile. I consorzi, invece, servono quando più imprese vogliono fare squadra su alcune funzioni (acquisti, logistica, commesse, servizi): il Codice li descrive come un’organizzazione comune tra imprenditori per disciplinare o svolgere determinate fasi delle rispettive imprese.

Come scegliere la forma giuridica: la regola pratica che evita errori

Se il rischio è basso e l’attività è semplice, spesso si parte con forme snelle; se aumentano contratti, dipendenti, investimenti e responsabilità, di solito conviene orientarsi su una struttura che separi meglio il patrimonio (tipicamente una SRL). Se prevedi investitori e crescita molto strutturata, la SPA entra in gioco più facilmente. Se siete in pochi e “operativi”, le società di persone possono sembrare naturali, ma vanno scelte con lucidità per la responsabilità personale, soprattutto in SNC.

 

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